martedì 10 marzo 2009

nature e venature

amo i gesti imprecisi
uno che inciampa, l'altro
che fa urtare il bicchiere,
quello che non ricorda,
chi è distratto, la sentinella
che non sa arrestare il battito
breve delle palpebre.
mi stanno a cuore
perché vedo il loro tremore,
il tintinnio familiare
del meccanismo rotto.
l'oggetto intatto tace, non ha voce
ma solo movimento. qui invece
ha ceduto il congegno,
il gioco delle parti,
un pezzo si separa,
si annuncia.
dentro qualcosa balla.

questa poesia di valerio magrelli è un po' quello che mi piacerebbe saper fermare in fotografia. anche, è un po' quello che mi affascina delle persone. chi non sa bene cosa, chi ha molto da farsi perdonare, chi ha i propri segreti, sono loro che mi scaldano sempre.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

un commento.
questa foto.
se lo.
merita.

Luciano.

li ha detto...

questa foto è bellissima.