martedì 29 dicembre 2009

come se avessi fatto

insomma si avvicina la fine del 2009. sarebbe tempo di consuntivi, così almeno mi sembra di capire facciano un sacco di persone. si valuta il buono ed il cattivo che è capitato e poi si dice scaramanticamente, il mio è stato un anno di merda, il prossimo andrà meglio. come se tra un giovedì 31 dicembre 2009 qualsiasi ed il conseguente venerdì 1 gennaio 2010 davvero cambiasse qualcosa. lo so, faccio lo snob distaccato dicendo così, e va a finire che poi lo sono davvero, distaccato, poco incline a queste cazzate, con la puzza sotto il naso, alla fine il solito asociale. ma che posso farci, se passare dal 2009 al 2010 per me vuol dire essenzialmente solo avere un problema in più, quando scrivo le date e mi devo ricordare un anno diverso?
eppure lo sforzo di non starmene sempre per fatti miei e di fingere di condividere queste usanze da idioti, cui tutti ci uniformiamo, lo voglio fare pure io, quest'anno sì, anche io festeggerò il capodanno, andrò al cenone con gli amici, mangerò le lenticchie, brinderò al nuovo arrivato, butterò le cose vecchie e griderò ilare, ma credendoci sul serio, annonuovovitanuova, lo dirò tutto d'un fiato e magari lo farò spizzando il culo di quella del tavolo affianco, chissà che, se le lenticchie portano soldi, questo genere di osservazioni non porti un po' di becero qualunquismo nella mia altrimenti piatta e asettica esistenza?

in tutto questo, a parte mattia che se lo domanda sempre, qualcuno per caso si è chiesto cosa c'entrino le tre foto che sono qui, tra loro e con il post che accompagnano?
è semplicissimo. nulla di nulla. solo le avevo selezionate per il blog nei mesi scorsi e poi non le ho usate più. ognuna di loro meritava un post specifico, che però non mi è venuto di scrivere. il tempo è passato e loro sono rimaste in un cassetto virtuale della mia scrivania telematica a prendere polvere digitale.
la prima mi ricorda tantissimo una persona per la quale avrei voluto scrivere ancora. il fatto è che avere dei corrispondenti è una sorta di vizio che prima o poi bisogna cercare di togliersi.
la seconda è la tomba di uno sconosciuto che, per una serie di considerazioni che avrei voluto approfondire, mi è stato rispettosamente simpatico fin da subito.
la terza è l'immagine di una contorsione, soprattutto mentale, che non ha voluto saperne di tradursi in parola scritta, nonostante i miei ripetuti sforzi.
ed io le metto tutte qui, così l'anno nuovo lo comincio buttando via nel calderone le cose vecchie e promettendomi solo nuovi vizi. in tal modo forse mi sentirò meno snob anche se, permettetemi, ugualmente idiota.

sabato 19 dicembre 2009

la discrezione degli sposi

adesso ce l’ho anche io un amico che, come dice vinicio, ha trovato amore e si è sposato.

le cose sono andate proprio così, con lui che sorrideva e lei che abbracciava un po’ tutti con gli occhi e nessuna delle cose che sono andate storte li ha minimamente preoccupati.

e c’eravamo anche noi vecchi amici, insolitamente, se non proprio dignitosamente, rassettati per gli sposi.

ed io, che volevo cercarli tutti e due per immagini, mi sono accorto invece di non riuscirci fino in fondo, non nelle visioni più importanti. gli ho invidiato la bellezza. ho provato a contenerli nelle inquadrature ma non ce l’ho fatta, anzi sono riuscito a definirli solo per pezzettini, per minimi gesti.

chissà che non sia normale provare una sorta di pudore nel mettere l’amore davanti agli occhi.

giovedì 17 dicembre 2009

shift

i miei ricordi, per quanto mi sia capitato di capirne, non sono mai nitidi e precisi. qualcosa al loro interno è sfuggente, in un certo senso ancora in movimento.
forse l'espressione "fissare i ricordi" nasce proprio da questa esigenza di bloccare in un solo posto quello che per natura continuerebbe a dibattersi. tra fantasia e sogno.
e così mi sento io.

giovedì 10 dicembre 2009

nebbia

secondo wikipedia, la nebbia è quel fenomeno meteorologico per il quale una nube si forma a contatto con il suolo. essa è costituita da goccioline d'acqua liquida o cristalli di ghiaccio sospesi in aria e, a causa della diffusione della luce solare da parte dell'acqua in sospensione, si manifesta come un alone biancastro che limita la visibilità degli oggetti. ma wikipedia è wikipedia, che ti vuoi aspettare?

secondo hermann hesse è "strano, vagare nella nebbia!/ è solo ogni cespuglio ed ogni pietra,/ né gli alberi si scorgono tra loro,/ ognuno è solo". ma hesse è hesse, e che ti vuoi aspettare?

secondo gli automobilisti la nebbia è solo una rottura di coglioni. ma gli automobilisti sono stronzi. e basta.

secondo gli inglesi la nebbia non esiste. esistono le nebbie. loro ne classificano almeno sei differenti tipi: da irraggiamento, da avvezione, da evaporazione, frontale, congelantesi e ghiacciata. in effetti anche gli inglesi certe volte sono stronzi. ma soprattutto gli inglesi sono inglesi. che ti vuoi aspettare?

secondo i fotografi la nebbia è una scalogna, perché ti sfoca tutte le immagini. ma, si sa, i fotografi sono fotografi. che ti vuoi aspettare?

secondo me la nebbia ha un buon odore, tutto sommato è accogliente ed intima, certo ti infradici a starci dentro abbastanza, però le riprese sfocate mi piacciono un sacco. ma, si sa, io non sono un'enciclopedia né un poeta, guido sì e no, parlo poco inglese e la fotografia la vivo a modo mio. inoltre, molti mi dicono che sono stronzo.

fortuna che nella nebbia nulla si distingua con precisione.