domenica 19 luglio 2009

menta

si dice che le foto non possano mentire mai. si dice anche che delle foto non ci si possa mai fidare fino in fondo. il fatto è che negli scatti si trova quello che si mette, sia menzogna o verità.

la bugie hanno le gambe corte, il naso lungo e gli occhi storti. insomma, le bugie sono dei cessi!
la verità invece è sempre brava, buona e bella. sarà vero?

ho voluto fare un esperimento... avevo pensato di dire sempre la verità per un giorno intero, così, per vedere se la mia vita si aggraziasse un po', ma ho letto da qualche parte che qualcuno ha già tentato questa strada e con risultati deprimenti.

allora mi sono detto che forse era il caso di provare il contrario, cioè non dire la verità, neanche una sola volta dall'alba al tramonto. il mondo intorno a me sarebbe stato più cupo?

ad esperimento compiuto, posso dire di non aver notato la differenza. ne deduco che o la verità è sopravvalutata o a me piacciono le bruttine.

venerdì 3 luglio 2009

fondo oculare

il controllo del fondo oculare è un esame clinico. serve per valutare lo stato di salute della retina e si effettua dopo aver dilatato la pupilla mediante instillazione di speciali colliri.
in pratica tutto quello che è a più di un palmo dal naso si sfoca irrimediabilmente.
non solo... l'esame si esegue in ambiente scarsamente illuminato, mediante un oftalmoscopio. grazie alle sue lenti, lo specialista può osservare così la retina alla luce riflessa.

è meravigliosa questa medicina che è anche un po' fotografia. dove per vedere a fondo è necessario smettere di guardare.

giovedì 2 luglio 2009

la carta scritta

sono andato al supermercato a comprare libri un tanto al chilo... speravo di tovare i saldi sulla carta scritta ma non è stato così. che poi perché non mettano i saldi anche sui libri proprio non lo capisco...

i libri che ho letto il mese scorso:
ho letto tanto, più di quanto possa sembrare dal semplice numero di titoli. sapete... quelli di larsson sono degli autentici mattoni da 700-800 pagine l'uno! nonostante questo penso di poter dire che sia stato un mese poco impegnativo da un certo punto di vista. in fondo non mi sono sprecato tanto, ho cominciato a leggere il giallo svedese del momento e, senza stare lì a centellinare o meditare troppo, ho mandato giù l'intera trilogia. ho fatto lo stesso con tutti gli arretrati che avevo di camilleri... il resto, che non ho neanche finito del tutto, si può dire sia stato un contorno. oh, naturalmente per la szymborska vale sempre lo stesso discorso del mese scorso, anzi, dopo lo riscrivo.

a. camilleri, il sonaglio, sellerio 2009.
questo libro mi è piaciuto. è l'ultimo di una trilogia che ho letto con gusto (gli altri due sono maruzza musumeci e il casellante). lo stile è quello classico di camilleri, quando non scrive di montalbano: corposo, laido, saporito.

a. camilleri, l'età del dubbio, sellerio 2008,
a. camilleri, la danza del gabbiano, sellerio 2009.
ero rimasto indietro con il commissario montalbano e, come qualcuno non può resistere alle telenovelas, io non so dire di no a vigata e alle mangiatine di pesce e alle sciarriatine con livia. e non passi per la testa di nessuno che questa sia una sorta di giustificazione... sono mont-albanese e me ne vanto!

j. coe, la casa del sonno, feltrinelli 1998.
insomma. tutti a dirmi, ma guarda che questo coe è davvvero bravo, ma leggiti la banda dei brocchi, vedrai che ficata la casa del sonno, e tutte queste cose qui. l'ho letto, ho seguito il consiglio. è bravino. mo' io non sono nessuno per fare il sostenuto con "il più grande scritttore inglese della sua generazione" (quanto si usano queste espressioni da pubblicità intellettuale ultimamente, eh?), però questi libri li ho letti e non è che mi abbiano lasciato il segno. sono un po' affettati, come se facessero solo finta di essere congegnati in maniera brillante. insomma sono troppo inglesi, secondo me.

m. haruki, l'elefante scomparso e altri raconti, einaudi 2009.
poi dici, perché uno perde il tempo a leggersi romanzetti polizieschi e bestsellers vari quando non basta una vita intera per affrontare tutto quello che è considerato vera letteratura? perché io probabilmente non posseggo il senso della letterarietà (se si dirà poi così!) e le cose un po' più riflessive e complicate le lascio a metà, senza neanche farmi tanti scrupoli. tanto ad haruki chi glie lo va a dire che i suoi racconti mi hanno annoiato e li ho mollati?

s. larsson, la ragazza che giocava con il fuoco, marsilio 2008,
s. larsson, la regina dei castelli di carta, marsilio 2009.
uno si affeziona, o forse sarà l'effetto facebook, cominci cioè ad assuefarti all'idea di impicciarti dei cazzi degli altri. comunque sia, io che fine avesse fatto la mia lisbeth volevo proprio saperlo... ero preoccupato, diciamo così.

w. szymborska, gente sul ponte, scheiwiller 2009.
infine della szymborska mi sa che non scriverò niente. sono poesie. già in molti mi dicono, più o meno, che scrivo complicato su questo blog, se mi metto pure a fare dissertazioni sulle poesie di un premio nobel per la letteratura... posso dire dire addio anche ai miei cinque lettori occasionali! ma leggetela, davvero, leggetela. è una donna sorprendente. (che bello poter copiare e incollare senza sentirsi degli sfaticati!)

martedì 30 giugno 2009

il moralista

"chi tende a giudicare ogni cosa da un punto di vista morale o si atteggia a rigido ed intransigente difensore della moralità".
e chi fa la stessa cosa con l'etica come si chiama? l'etichettista? l'etilista?

la mezza estate

piove per mezza giornata, ti vesti mezzo estivo e mezzo invernale e ottieni che la gente sicuramente ti guarderà strano, come si dice dallle parti mie, a mezzo e mezzo.

ti sei alzato, dopo mezza nottata insonne, con la schiena spaccata in due. hai combinato qualche mezza cosa, giusto per dire che la giornata non è stata tutta inutile ma solo metà. hai un appuntamento a mezzogiorno ma hai problemi a mettere insieme una coppia di calzini. alla fine esci con metà blu e metà nero. e arrivi pure in ritardo, di mezz'ora.

chissà come è andata a quell'altra tua metà.

sabato 27 giugno 2009

libertà musicali

nell'estate del 1989 i tedeschi della ddr cominciano ad eludere in massa i ferrei controlli della polizia politica. le cose vanno più o meno così.
nei circoli degli scacchi dei paesi d'oltrecortina ormai si parla a mezza bocca di quello che sta capitando in russia: gorbačëv, perestrojka, glasnost. può mai essere? tutti cominciano ad assaporare questa cosa nuova al gusto di libertà e nessuno ha ancora il coraggio di crederci veramente. tutti tranne che nella ddr. avete presente quando si sente dire "più realisti del re"? ecco, la deutsche demokratische republik è proprio quel caso lì. bei tempi, pensano i caposezione della stasi, quando si trattava solo di censurare i flussi di informazioni che arrivavano dall'ovest. certo non è che fosse facile e non sempre ci si riusciva ma almeno il nemico era lì e si sapeva chi fosse: l'ingordo plutocrate capitalista o, al massimo, qualche laido traditore del socialismo reale. adesso non ci si capisce più niente, non si sa da che parte guardare.
passano mesi ma in realtà è come se fosse un attimo.
luglio-agosto: i controlli davanti alle ambasciate della bundesrepublik in ungheria, polonia e cecoslovacchia si fanno di colpo più lenti, così una gran massa di tedeschi orientali si riversa in questi paesi, gli unici verso i quali si possa espatriare, per chiedere asilo politico all'ovest.
settembre-ottobre: l'ungheria apre i confini con l'austria. adesso, attraverso queste due nazioni, è possibile addirittura andarci direttamente in germania ovest.
è un'emorragia. nella ddr la gente comincia a parlare, a lamentarsi alla luce del giorno, perfino a scendere in strada. e dopo due settimane di disordini, il 9 novembre, viene emanata una nuova normativa in materia di viaggi all'estero, che consente di fatto l'attraversamento del confine tra le due germanie.
quella sera, a berlino, una folla rumorosa si accalca a poche decine di metri ad est del muro. aspettano che i soldati schierati a guardia si ritirino. in lontananza si sentono i cori di una moltitudine di tedeschi occidentali che, dall'altra parte, fa più meno la stessa cosa. aspetta ma senza soldati. ad un certo punto l'ordine arriva e i militari se ne vanno.
prima con discrezione, poi sempre più voracemente, i tedeschi, che a questo punto non hanno più bisogno di epiteti, travolgono il muro e cominciano a fare festa.

quando, all'alba del 10 novembre, un omino non troppo alto, con pochi capelli bianchi in testa e un paio di occhiali da vista di quelli un po' fumé, che con il suo cardigan turchese sotto una semplice giacca di lana blu può sembrare un impiegato del catasto, fa qualche passo dentro berlino est e si sistema poco oltre la parte occidentale, tutta colorata, del muro con una sedia pieghevole ed una custodia per violoncello, sono in pochi a notarlo, ancor meno a riconoscerlo e a fermarsi. lui apre la custodia, si accomoda, prova l'accordatura dello strumento e, senza badare al trambusto che lo circonda, attacca a suonare.
mstislav rostropovič, russo, dissidente, esiliato dal suo paese, semplicemente il più grande violoncellista di tutti i tempi, esegue alcune suite di bach, tutte in tonalità maggiore, perché quel giorno è particolarmente felice.
nonstante la gran folla che a un certo punto gli si crea intorno, tutti stanno in silenzio, ammaliati. l'unico rumore che accompagna, quasi a tempo, slava (così lo chiamano da quando era ragazzo, parola che, oltre ad essere il diminutivo del suo nome, in russo vuol dire "gloria") è il click delle macchine fotografiche che racconteranno questa storia.

domenica 14 giugno 2009

architettura d'interni

Cassettiera HEMNES:
Parti principali: Pino massiccio, Mordente, Vernice acrilica, trasparente;
Base del cassetto: Fibra di legno, Lacca acrilica;
Pannello di fondo: Fibra di legno.
€ 329

Credenza VÄRDE:
Parti principali: Betulla massiccia, Olio, Vernice all'amminoresina, trasparente;
Montanti: Truciolare, Impiallacciatura di betulla, Vernice acrilica, trasparente;
Pannello di fondo: Fibra di legno, Lacca;
Frontale del cassetto: Fibra di legno, Lacca acrilica, Vetro temprato;
Piede: Acciaio inossidabile;
Pomello: Zinco, Nichelato, Vernice trasparente.
€ 649

Buffet TROLLSTA:
Parti principali: Truciolare, Lamina, Plastica ABS
Pannello di fondo/ Base del cassetto: Fibra di legno, Lacca acrilica
Gambe: Acciaio, Rivestimento epossidico a polvere, pigmentato
€ 299

il resto, come tutti sanno, non ha prezzo.